Un esame di 10 minuti permette un abbassamento del 35% delle possibilità di morire di cancro all’intestino nei 12 anni che seguono il test; a rivelarlo, uno studio pubblicato sul British Medical Journal e che mette a confronto i monitoraggi di alcuni pazienti che si sono sottoposti alla sigmoidoscopia flessibile sia in Italia che in altri due paesi esteri.
Si tratta di un test estremamente similare alla colonoscopia ma che riguarda un tratto intestinale più esterno; l’esame è meno invasivo e ciò risulta essere più vantaggioso per il paziente che avrà meno remore nel sottoporsi così al test. Nel nostro paese il test è stato diretto dal Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte ed i risultati emersi parlano chiaro.
I test condotti nei tre paesi differenti sono giunti tutti alle stesse identiche conclusioni: l’esame preventivo permette una riduzione, che oscilla tra il 20 ed il 35%, delle possibilità di ammalarsi di cancro del grosso intestino nei 12 anni che seguono lo screening. L’abbassamento delle probabilità riguarda tanto le donne quanto gli uomini di età inferiore ai 60 anni, con una rispettiva riduzione del rischio di ammalarsi del 33% e del 24%; inutile sottolineare che così che i decessi per tumore diminuirebbero. Per tutti gli over 60, invece, l’effetto benefico dell’esame riguarda solo la popolazione di sesso maschile, evidenziando una netta riduzione delle percentuali tra le donne.
I ricercatori hanno messo a confronto persone che si sono sottoposte al controllo con quelle che invece non sono state invitate a farlo; per quanto riguarda lo studio italiano, inoltre, gli studiosi hanno monitorato e confrontato i pazienti che hanno effettuato il test con quelli che invece non hanno svolto lo screening. In questo caso, addirittura, l’effetto è stato persino più evidente: la riduzione delle probabilità di ammalarsi di tumore sono scese del 31% mentre quelle di morire del 38%. Si tratta di dati che non fanno altro che confermare la riuscita del protocollo di screening e prevenzione adottato dal Piemonte e che riguarda tutti coloro che hanno compiuto i 58 anni di età. Il prossimo step che si prefiggono i ricercatori consiste nell’estendere a tutta la popolazione, nel giro di un anno, il piano preventivo della sigmoidoscopia.
I medici che consigliano di sottoporsi all’esame aumentano sempre di più e questo non solo perché a beneficiarne è la salute dei cittadini ma anche perché a trarne vantaggio in primis è il sistema sanitario italiano: è stato quantificato che, per ogni persona che si sottopone allo screening, si ha un risparmio di ben 14 euro (dovuto principalmente alla riduzione del totale dei malati che si dovranno poi curare negli anni a venire).
La fonte: La Stampa







