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RIEQUILIBRIAMO IL NOSTRO ORGANISMO ATTRAVERSO IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO !

L'attitudine dell'individuo a bilanciare l'azione del sistema nervoso autonomo ha delle concrete influenze sul sistema cardio-respiratorio e conseguentemente sul ritmo cardiaco. Il cuore, infatti, non è un metronomo e i suoi battiti non hanno la regolarità di un orologio; pertanto, la variabilità della frequenza cardiaca è fisiologica ed indica il grado di adattabilità psico-fisica dell'individuo in risposta ai diversi fattori, quali respirazione, esercizio fisico, stress mentale, ansia, rabbia, cambiamenti emodinamici e metabolici, ortostatismo, patologie etc.

Scendendo nel particolare, il sistema nervoso simpatico si attiva in risposta a situazioni di stress e allarme dell'organismo, provocando una serie di effetti (accelerazione del battito cardiaco, dilatazione dei bronchi, aumento della pressione arteriosa, vasocostrizione periferica, dilatazione pupillare, aumento della sudorazione) e stimolando la produzione di noradrenalina, adrenalina, corticotropina e diversi corticosteroidi. Al contrario, il sistema nervoso parasimpatico entra in funzione in situazioni di calma, riposo e tranquillità, producendo un rallentamento del ritmo cardiaco, un aumento del tono muscolare bronchiale, dilatazione dei vasi sanguigni, diminuzione della pressione, rallentamento della respirazione, aumento del rilassamento muscolare. Contrariamente a quanto accade per il sistema simpatico, il mediatore chimico prodotto in stato di quiete è l'acetilcolina. Il nostro corpo si trova costantemente in una situazione determinata dall'equilibrio o dalla predominanza di uno di questi due sistemi nervosi; l'alternanza dei due sistemi è una prerogativa imprescindibile dello stato di benessere fisiologico e psicologico dell'organismo.

Per comprendere la tecnica di analisi della variabilità cardiaca è bene partire da alcune nozioni di base sul segnale Elettrocardiografico (ECG), ossia la registrazione nel tempo dell'attività elettrica del cuore che si compone di onde rappresentative di ogni singola fase del ciclo cardiaco:

-          l'onda P è generata dalla depolarizzazione atriale che induce la contrazione degli atri;

-          successivamente, l'impulso elettrico si trasferisce ai ventricoli che si depolarizzano dando origine al complesso QRS;

-          infine, l'ultima fase del ciclo cardiaco è determinata dalla ripolarizzazione dei ventricoli ed è definita dall'onda T del tracciato elettrocardiografico.

Il picco R corrisponde alla sistole, avvertita come il battito principale del cuore, che si manifesta anche nel battito del polso.  La Frequenza Cardiaca (HR) è il numero di battiti cardiaci al minuto (si misura in bpm) e si valuta a partire dalla sequenza degli intervalli R-R; nell'uomo adulto in condizioni di riposo è circa 70 bpm, nella donna 75 bpm e nei neonati 150 bpm. Ogni intervallo R-R corrisponde quindi al tempo intercorrente fra due battiti successivi. L'analisi computerizzata della sequenza R-R consente quindi di “ascoltare il polso” per intervalli di tempo molto lunghi.  La variabilità dell'intervallo R-R è il parametro indagato nella tecnica di misurazione della Heart Rate Variability.   

L 'HRV può essere valutata fondamentalmente utilizzando 2 diverse chiavi di lettura: nel dominio del tempo, calcolando un indice mediante operazioni statistiche sull'intervallo R-R o nel dominio delle frequenze, come analisi della densità spettrale di potenza (PSD). Entrambe le misure si ottengono a partire da registrazioni del segnale ECG della durata di circa 5 minuti.

La serie degli intervalli R-R estratti dall'ECG costituisce quello che viene comunemente definito Tacogramma. Da un’analisi statistica del tacogramma è possibile ottenere uno degli indici più significativi di un’analisi di HRV, la deviazione standard della sequenza R-R, indicata con SDNN. Tale indice rappresenta la quantità media di variabilità in una sequenza, è molto semplice da ottenere ed è il primo indice predittivo di importanti stati patologici come nel caso dell'infarto, sempre preceduto da una brusca riduzione della SDNN. L’invecchiamento provoca una lieve, ma significativa, riduzione della deviazione standard degli intervalli R-R dell'ECG misurato a riposo. 

L’approccio nel dominio della frequenza, invece  si basa sull'identificazione e quantificazione (in termini di frequenza e potenza) dei principali ritmi oscillatori di origine fisiologica di cui si compone una sequenza di intervalli R-R. L'analisi spettrale implica la decomposizione delle sequenze degli intervalli R-R in una somma di funzioni sinusoidali di diverse ampiezze e frequenze attraverso l'algoritmo della trasformata di Fourier.

I risultati possono essere visualizzati come ampiezza della variabilità in funzione della frequenza attraverso lo spettro di potenza, indicativo della potenza delle frequenze comprese fra 0.01 e 0.4 Hz. Gli studi e le ricerche degli ultimi anni, hanno permesso di distinguere tre sottobande di frequenze, chiamate rispettivamente:

1. VLF (Very Low Frequency) frequenze comprese fra 0.01 e 0.04 Hz. Sono correlate a vari meccanismi lenti del sistema simpatico, dai cambiamenti nella termoregolazione e, in ambito psicologico, dalle preoccupazioni e dai pensieri ossessivi.

2. LF (Low Frequency) frequenze comprese fra 0.04 e 0.15 Hz. La banda delle LF viene considerata principalmente correlata all'attività del Sistema Nervoso Simpatico.

3. HF (High Frequency) frequenze comprese fra 0.15 e 0.4 Hz. La banda delle HF viene considerata espressione dell'attività del Sistema Nervoso Parasimpatico.

Il rapporto tra basse ed alte frequenze (LF/HF) è un parametro di fondamentale importanza perché permette di quantificare l'equilibrio tra i due sistemi simpatico e parasimpatico: un valore alto indica la predominanza del sistema simpatico, mentre un rapporto < 1 corrisponde ad una prevalenza dell’attività vagale (parasimpatico). L'esperienza clinica degli ultimi 15 anni ha permesso di definire dei range di normalità di tutti questi parametri. Benché la definizione dei range di riferimento non sia completamente uguale fra diversi autori e fra gli standard Americani ed Europei, si riportano gli intervalli medi di riferimento indicati dalla Task Force della European Society of Cardiology and the North American Society of Pacing Electrophysiology.

 

Fonte: Pubmed World Health Organization. European health report. Health and health systems. Geneva: WHO,2011