“Qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli.”
E’ questa la definizione di sport secondo l’articolo 2 della Carta Europea dello Sport. Tale definizione ha un grande valore politico, visto che traccia i contorni di un impegno che può riguardare tutti i cittadini, e non esclusivamente i tesserati e gli atleti professionisti. Proprio questa esplosione dell’attività sportiva amatoriale nell’ultimo secolo ha portato allo sviluppo della medicina dello sport, che rappresenta la una branca della medicina che si occupa appunto di sport e delle patologie ad esso correlate, a partire dal livello della prevenzione.
Anche nella preparazione degli atleti professionisti la medicina dello sport ha ormai assunto un ruolo indispensabile, con la nascita di staff medici sofisticatissimi, composti oltre che dal medico dello sport, anche da dietologi, psicologi, fisioterapisti ed ortopedici. Nel nostro paese, stando ai recenti dati Istat (Indagine Multiscopo 2012), più del 20% della popolazione pratica sport in maniera costante, mentre quasi un 40% svolge saltuariamente una qualche attività fisica. In quest’ottica, Bio-t Tecnologie per la Vita si è avvalsa e si avvale ancora di collaborazioni di tutto prestigio nel mondo dello sport, come con la società calcistica S.S.Lazio o con la famosa Clinica Mobile del prof. Costa, attualmente gestita dal dott. Michele Zasa.
Alla base di queste fruttuose collaborazioni c’è il dispositivo Papimi® per la Terapia Enerpulse®, che per le proprie caratteristiche si presenta come strumento d’élite per il trattamento delle principali tipologie di infortunio a carico dello sportivo: lesioni traumatiche osteo-articolari, lesioni traumatiche ossee, lesioni traumatiche muscolari e tendinee. Qualità del trattamento e riduzione drastica delle tempistiche di recupero lo rendono uno strumento fondamentale sia nel trattamento dell’atleta amatoriale, che in quello professionista, laddove assume un’importanza vitale la rapidità del ritorno all’attività agonistica.
Il dott. Claudio Costa
Il dott. Carlo Zazza con l’attaccante Tommaso Rocchi
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